Giornata di sciopero in tutta Italia con cortei nelle principali città nostrane. A Milano è stata occupata la tangenziale est.
È una giornata di mobilitazione in tutta Italia quella di venerdì 30 ottobre. Accanto allo sciopero generale nazionale di 24 ore proclamato dall’Usb, che coinvolge i lavoratori dei settori pubblico e privato, sono scesi in strada anche studenti delle scuole superiori e universitari. Al centro della protesta il caro vita, la richiesta di salari adeguati all’inflazione e la contrarietà all’aumento delle spese militari. La giornata registra tensioni a Napoli e Bologna, il blocco dell’ingresso del porto di Genova e l’occupazione della Tangenziale Est a Milano.

Sciopero: chi partecipa ai cortei
Alla mobilitazione partecipano anche i lavoratori della sanità, che hanno incrociato le braccia dall’inizio del primo turno mattutino fino al termine dell’ultimo turno serale. Restano comunque garantiti i servizi minimi di assistenza e gli interventi urgenti nei pronto soccorso.
A Torino la situazione è tornata tranquilla in piazza Castello dopo alcuni momenti di tensione tra manifestanti e forze dell’ordine. Due persone sono state trattenute durante i disordini e una avrebbe riportato alcune contusioni. Sul posto è attesa un’ambulanza. Una parte del corteo ha ripreso il cammino verso il Campus Luigi Einaudi occupato, mentre diversi studenti delle superiori sono rimasti nella piazza. Alcuni si sono seduti a terra, altri hanno cantato Bella ciao e l’inno di Mameli, invitando gli agenti ad abbassare gli scudi.
Non sono mancate le performance simboliche: due manifestanti dipinti di rosso hanno danzato mostrando immagini di Giorgia Meloni, accompagnati da ragazzi travestiti da Batman e Robin. Un altro giovane ha rivolto agli agenti uno specchio con la scritta: “Da piccolo volevi essere questo?”.
La situazione a Milano
A Milano il corteo ha raggiunto e occupato la Tangenziale Est. Pietro Cusimano, rappresentante dell’Usb, ha spiegato a LaPresse che l’iniziativa vuole rilanciare le rivendicazioni contro carovita, guerra e riarmo, chiedendo maggiori investimenti in salari e servizi pubblici.
Cusimano ha inoltre contestato i dati della Questura, secondo cui i partecipanti milanesi sarebbero stati 30mila, sostenendo che in piazza ci fossero oltre 100mila persone. Per il sindacalista, in tutta Italia i manifestanti avrebbero raggiunto quota due milioni. La protesta si è svolta contemporaneamente alla mobilitazione internazionale dei portuali: secondo l’Usb, hanno aderito lavoratori di 113 porti distribuiti nei cinque continenti, per chiedere il blocco del traffico di armi.